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Anno IV - N° 30 - marzo 2007
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Recensione
Nel suo nuovo libro "Catastrofi"
Mario Tozzi: per prevenire le catastrofi bisogna rispettare i cicli naturali
di Cristina Marra
Dopo le problematiche ambientali trattate in “Gaia, viaggio nel cuore d’Italia”, Mario Tozzi, geologo, primo ricercatore del CNR e conduttore della trasmissione televisiva “Gaia, il pianeta che vive”, nel suo secondo libro, “Catastrofi”(Rizzoli, pagg.268 euro 17,00), affronta l’argomento degli eventi naturali che acquistano carattere catastrofico per l’intervento dell’uomo. Tozzi, a Reggio Calabria per la presentazione del volume curata dall’Associazione Culturale Anassilaos, racconta le grandi catastrofi della natura dal terremoto di Lisbona del 1755, allo tsunami del sudest asiatico dello scorso anno. Con la perizia del geologo e gli occhi dello spettatore inerme e indignato, l’autore ci informa sui movimenti di Gaia, le cui devastazioni sono dovute, o quantomeno peggiorate e quindi rese catastrofiche, dall’intervento umano che ne altera l’equilibrio naturale. “Gli eventi naturali a carattere catastrofico non riguardano il pianeta in senso stretto ” – scrive Tozzi- “ il quale continuerà egregiamente a fare il suo mestiere perché nessun superterremoto, nessuna megaeruzione o frana potranno minimamente intaccarlo. E’ sugli uomini che le cosiddette catastrofi possono avere ripercussioni drammatiche”. La terra, con i suoi “sussulti”, “carambole”,schiaffi” e “ire” di mitologica memoria, diventa distruttiva per l’umanità che, come afferma il geologo “non è più capace di vivere in armonia con il pianeta”. Ma allora è davvero colpa dell’uomo se succedono le catastrofi? “In un certo senso sì”- mi risponde Tozzi” ed il libro vuole dimostrare che le catastrofi naturali non esistono, invece esiste l’evolversi della terra che diventa catastrofico perché siamo incapaci vivere col mondo naturale”.“Catastrofi” è dunque un libro di denuncia e non solo una preziosa raccolta di ricostruzioni documentate e notizie scientifiche sulle scosse sismiche di grande magnitudo, le onde anomale devastanti, i meteoriti che causano estinzioni ole alluvioni ed eruzioni che spazzano via interi paesi, che hanno sconvolto geologicamente, e non solo, il nostro pianeta. Tozzi nella sua attenta e precisa ricostruzione dei disastri della storia naturale, da geologo esperto documenta cause ed effetti delle catastrofi e spiega le ragioni dei movimenti della Terra, ma diviene anche spettatore che si emoziona di fronte alle morti e allo sfacelo che questi fenomeni lasciano dietro di sé. L’autore difende il sofferente pianeta terra, e la sua voce si alza contro i luoghi comuni che vogliono una natura matrigna, malvagia e distruttiva, che colpisce deliberatamente l’uomo.  Nel riportare le diverse catastrofi che si sono succedute nei secoli, Tozzi evidenzia le molte ragioni ed i pochissimi torti di un sistema naturale troppe volte aggredito e violentato dall’uomo per interessi economici. “Catastrofi” custodisce anche una grande memoria storica sulle calamità naturali che hanno colpito pure l’Italia e in particolare il Mezzogiorno, “la catastrofe del 1783 in Calabria” – afferma Tozzi – “una delle crisi sismiche più potenti del mondo che si è ripetuta con scosse di grandissima intensità per mesi era già stata preannunciata da anni. Un periodo davvero terrificante”. Questi fenomeni sconvolgono e modificano la geologia del territorio colpito, ma hanno degli effetti devastanti anche sulle popolazioni sopravvissute che lo abitano, ma come si reagisce ad una catastrofe?” In Calabria , per fare un esempio che vi riguarda, le forti scosse sismiche del 1783 lasciarono gente terrorizzata dalla forza della natura”- risponde il geologo -le cronache del tempo raccontano che i viaggiatori ed i sismologi che arrivavano in Calabria in quel periodo, non riuscivano a parlare con i calabresi  perché erano talmente agitati da quelle scosse e dai maremoti da essere colpiti da quella che si chiama sindrome da terremoto. Trovarono, dunque, gente inebetita che non riusciva a reagire” e nel libro è riportata una figura dell’epoca che ritrae due abitanti circondati da una serie di crepe nel terreno e isolati in mezzo alla campagna. Non bisogna dimenticare, quindi, e bisogna invece rispettare e osservare i cicli naturali, proprio come hanno fatto gli indigeni delle isole Nicobare sopravvissuti, tranne pochissime perdite alla furia dello tsunami del 26 dicembre 2004. Queste tribù, spiega Tozzi- “ vivono a contatto molto stretto con la natura e conducono un’esistenza molto simile a quella dei nostri antenati diecimila anni fa. Si sono salvati perchè hanno tenuto conto della memoria della terra e non hanno dimenticato che quella in cui vivono è terra di terremoti e di eruzioni vulcaniche apocalittiche e che a quei fenomeni seguono tsunami. A dispetto dei sistemi di allerta e delle tecnologie si sono salvati rifugiandosi nella boscaglia non appena hanno capito che quella marea era fuori fase rispetto al ritmo tidale consueto”.  “Catastrofi”è dunque un libro che ha diverse chiavi di lettura, e che Tozzi aveva in mente di scrivere ancora prima che lo tsunami del sudest asiatico risvegliasse l’attenzione per gli eventi naturali catastrofici e come non essere d’accordo con l’autore che “c’è un tempo per piangere e uno per ragionare, per capire meglio e per far sì che alcuni disastri non siano più tali nel futuro. Forse quel momento è arrivato davvero”.

 
 

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