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Anno IV - N° 30 - marzo 2007
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Conversazione con il Presidente della Giunta Regionale della Calabria
Loiero: siamo stati eletti con una maggioranza netta, non possiamo galleggiare sui problemi
di Antonio Aprile
Sono trascorsi ancora pochi mesi dall’insediamento della nuova Giunta Regionale, ed è sicuramente presto per fare un bilancio. Di certo c’è che il lavoro che spetta al Presidente Agazio Loiero ad ai suoi assessori è molto difficile e complesso in una regione come la nostra che deve fare i conti con problematiche rimaste irrisolte da troppi anni ormai. Da questo punto di vista Loiero rivendica con orgoglio il lavoro svolto sin qui, in particolare gli accordi di Santa Trada in materia di federalismo fiscale che definisce ‘decisivi per la vita di generazioni di calabresi, che magari saranno passati indifferenti perché la parte tecnica è così aspra che la gente non la coglie’.
Presidente Loiero, il fatto che i calabresi Le abbiano dato un consenso così ampio Le dà una grande responsabilità: si avverte la sensazione che se anche con la sua Giunta le cose non cambieranno la gente possa perdere completamente la fiducia…
Posso farla io una domanda a Lei?
Certamente.
Lei ha l’impressione che dai primi gesti le cose resteranno come prima o che cambieranno?
Diciamo che i primi gesti sono caratterizzati dalle polemiche riguardo tutta una serie di nomine che in generale molti hanno ritenuto eccessive. Lei come risponde?
Ma le nomine, sa, ogni volta che ne scegli qualcuno ce ne sono cento che non sono contenti. Non possiamo galleggiare su una crisi come quella regionale, non siamo stati eletti con quella disparità rispetto al centrodestra per galleggiare sui problemi. Se non vuoi galleggiare devi scegliere e se scegli ci sono polemiche. A danneggiarci c’è una tentazione al conflitto, alla rissa fratricida che ha rovinato la nostra storia, il nostro destino.
Infatti il punto è questo: non garantire una normale amministrazione ma fare le cose impor tanti anche eclatanti che la regione richiede.
La regione è l’ultima in tutti i settori. La Calabria è difficile. C’è una questione sociale che sembra semirisolta, perché non c’è dubbio su alcuni punti: la pensione, la tutela dell’invalidità, la possibilità di essere curati non come a Milano, ma di avere l’accesso come diritto costituzionale alla cura. C’è, però, una questione civile che è irrisolta che è drammatica e noi dobbiamo metterci mano. Non vogliamo fare i pedagogisti, voglio dire però che molte cose devono cambiare. La nostra non può essere una scelta di ordinaria politica, ci devono essere scelte radicali.
Esatto, questo è quello che si aspetta la gente…
Se lei pensa che noi abbiamo avviato a soluzione in maniera definitiva il problema della sede regionale, che sembra una cosa di piccolo conto, ma che da 35 anni non c’è stata Giunta che non l’abbia promessa…
Anche in materia di sanità, l’abolizione del ticket è stata sicuramente una cosa buona…
Si, infatti, l’abolizione del ticket. Ma abbiamo fatto anche una lettera aperta ai calabresi in cui abbiamo detto state attenti che, se i medici ricominciano a fare le ricette come le facevano un tempo, non tutti, o se i calabresi ricominceranno ad avere l’armadio pieno di medicine, noi lo rimettiamo, il ticket. Quindi, questo deve essere un momento di sobrietà per tutti. Siamo stati la prima regione ad abolire il ticket, siamo stati primi in tantissime cose in questi primi mesi.
Le posso sottoporre un problema pratico? Si parla sempre molto di turismo ma se prendiamo la costa jonica dopo le nove di sera non c’è un treno da Siderno a Reggio che serva tutti i paesi intermedi, quindi un turista come può fare?
Vuole sapere come la penso io?
Voglio sapere in termini di infrastrutture e collegamenti cosa in concreto pensa di fare…
Noi abbiamo fatto anche in questo una grande battaglia per le infrastrutture. Lei saprà che è venuto anche il Ministro dei Lavori Pubblici Lunardi; l’ho ‘costretto’ a girare tutta la Calabria in elicottero, ho avuto una grande polemica… insomma, voglio dire, non vorrei apparire un po’ superficiale: secondo me non regge sullo Jonio il treno. Paradossalmente più devastato è il Tirreno dove si è serviti da una linea elettrica, dove c’è bene o male un’autostrada che talvolta costeggia e talvolta va all’interno ma è più vicina. Lo Jonio non ha la linea elettrica, ha una 106 dissestata…
…non ha né una ferrovia né una strada…
Guardi, o la strada o la ferrovia ci deve essere. La strada non può restare questa qui. Allora alla fine può essere che si abolisca il treno e faremo due corsie, ma certo lo Jonio non può restare così. Io l’ho percorso in elicottero ed ho avuto una sofferenza acutissima. Io conosco quasi tutti i comuni della Calabria. Siamo partiti da Reggio sorvolando a bassa quota la costa. Io non distinguevo un paese dall’altro. Sono dovuto arrivare a Siderno, vedere la chiesa sul corso, che ho riconosciuto, per capire che siamo a Siderno. Costruzioni tutte uguali, tutte mezze costruite, con questi ferri che fuoriescono di case non finite che danno il senso di precarietà, dell’improvvisazione che potrebbero essere fuori da un contesto di armonia estetica.
Anche di funzionalità…
Queste cose le abbiamo fatte noi, adesso dobbiamo metterci mano. Anche sulla questione del mare: in grandissima parte è pulito ma ci sono stati alcuni punti critici che sono stati drammatici. Il territorio lo abbiamo devastato noi. Fino a 40-50 anni fa questa era sicuramente la regione più bella d’Italia, oggi non lo è più. L’abbiamo devastata con l’abusivismo, abbiamo fatto delle cose immonde lungo le coste. Dobbiamo dircele queste cose e fare un po’ di mea culpa perché l’onestà intellettuale è la cosa che paga di più, noi dobbiamo avere l’umiltà di dire le cose che non vanno. Aquesto punto ringraziamo il Presidente Loiero per il tempo concessoci e ci prenotiamo per un prossimo incontro, per seguire con attenzione, da vicino, il lavoro che ci auguriamo possa cambiare in meglio la nostra regione.

Il Tribuno ringrazia Lillo Zappia, responsabile organizzativo regionale Ds  
 

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