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Anno IV - N° 30 - marzo 2007
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le nostre interviste Una breve intervista a Piero Fassino "Contro la mafia c’è bisogno di un impegno continuo, non episodico" Abbiamo chiesto quale il significato dell’impegno dell’Unione a Locri di Antonio Aprile
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E’ questo quello che ci ha promesso l’onorevole Piero Fassino al termine della
manifestazione di Locri che visto i leader dell’Unione accanto giovani in una
breve fiaccolata tra Palazzo Municipale e Piazza Martiri, dove il leader dello
schieramento di centrosinistra, Romano Prodi, ha tenuto un discorso, preceduto
dalla giovane Anna Maria Pancallo in rappresentanza del movimento degli
studenti. Diciamo subito che è innanzitutto quello che noi cittadini ci
aspettiamo, quello che siamo noi a chiedere, chiedere, quello che è il minimo
impegno indispensabile che una forza politica importante e vicina alla gente
come storicamente il centrosinistra dovrebbe essere deve assicurare, non solo a
chi la sostiene, ma a tutti. Gli studenti e lo stesso sindaco di Locri, Carmine
Barbaro, hanno chiesto concretezza, fatti reali che seguano le dichiarazioni di
intenti, che facciano sì che questa non si risolva nell’ennesima
manifestazione che invece di sortire effetti rivitalizzanti per le aspettative
della gente finisca invece nello svilire le sue istanze di cambiamento, qualora
dovessero rimanere disattese. Certo, al di là di qualsiasi critica che si può
fare, non possiamo non considerare positivo il fatto che si siano riuniti a
Locri tutti i leader del
centrosinistra. Anche perché abbiamo qualche difficoltà ad immaginare un
centrodestra compatto che possa fare altrettanto e portare anche Bossi in
Calabria a manifestare per il meridione o lo stesso Berlusconi a schierarsi con
fermezza e chiarezza laddove invece si è limitato a frasi di circostanza fredde
(abbiamo mandato Pisanu, che altro potevamo fare, ha detto in sostanza il
premier) ed assolutamente non degne di un uomo che dovrebbe avere a cuore i
problemi di ‘tutto’ il paese che governa. In senso propositivo vanno le
parole di Michelangelo Tripodi, Assessore Regionale all’Urbanistica e al
Territorio della Regione Calabria, al quale abbiamo chiesto proprio quale significato dare a questa mobilitazione: “Significa impegno, rinnovo
della solidarietà ed assunzione di responsabilità -ci ha risposto Tripodi -
l’Unione ha voluto dimostrare che l’assassinio di Franco Fortugno non cadrà
come al solito tra le tante cose che restano impunite e non lasciano traccia.
C’è bisogno di una risposta che sia militare ma anche da parte della
politica. Qui, stasera, abbiamo dato la risposta della politica. La Regione,
intanto, fa la sua parte:vede, io credo che abbiamo fatto delle cose importanti
ma dobbiamo e possiamo fare di più”. Dal palco fanno eco le parole di Romano
Prodi che ha detto con una certa enfasi: “Abbiamo dichiarato guerra alla
criminalità organizzata”, aggiungendo quella che ci è parsa una chiara
frecciata alla politica sulla giustizia operata da un centrodestra che ha fatto
di tutto per delegittimare e politicizzare la magistratura in Italia più di
quanto non lo fosse già: “Le forze dell’ordine devono avvertire forte la
nostra solidarieta’ e la nostra fiducia. La magistratura deve sapere
che la affiancheremo con convinzione, non accettando il gioco al massacro della
delegittimazione a cui spesso, troppo spesso, e’ sottoposta. Ma la politica
deve dare l’esempio –ha proseguito il professore- essa deve essere
per prima a non aver paura, quella paura che nella politica è molto sottile di
perdere consensi che costituisce l’anticamera della connivenza. Noi diciamo ad
alta voce ai mafiosi ‘I vostri voti non li vogliamo’. Noi diciamo che
preferiamo perdere consensi se essi sono contaminati dal vostro consenso”. Ci
fanno piacere le parole di Prodi quando afferma: “Noi vi diciamo che potete
augurarvi anche la nostra improbabile sconfitta ma anche in questo caso, dai
banchi dell’opposizione sarete il nostro obiettivo”, ci fanno piacere perché
la lotta alla mafia non può essere risolta in una questione di maggioranza e
opposizione. Certo, però, anche se le apprezziamo ci aspettiamo di vedere un
seguito reale a queste parole; non riusciamo a dimenticare che siamo comunque in
campagna elettorale né le mille promesse che in passato i politici di turno ci
hanno fatto e che non hanno mai avuto seguito nel corso di tanti governi che si
sono succeduti fino ad ora. E’ con questo senso di scetticismo, di dubbioso
disincanto che abbiamo avvicinato, alla fine della manifestazione, Piero
Fassino, segretario
nazionale dei Ds, facendogli presente il nostro apprezzamento per la venuta in
Calabria ma allo stesso tempo anche i nostri dubbi: On.le
Fassino, in passato ne abbiamo viste molte di manifestazioni come questa, cosa
c’è di diverso oggi? Con questa manifestazione cosa cambierà? “Noi
siamo qui a testimoniare l’impegno del centrosinistra a battersi perché la
Calabria non sia lasciata sola. Abbiamo raccolto l’appello dei giovani di
Locri e vogliamo batterci perché la Calabria e il Mezzogiorno tornino ad essere
al centro dell’agenda politica di questo paese”. Perché
ci vogliono sempre episodi eclatanti affinché la politica si renda conto di
certe questioni? “Di fronte ad episodi come quello della morte di Francesco Fortugno non
si può restare passivi, è giusto mettere in campo una mobilitazione.
Naturalmente deve essere una mobilitazione non episodica ma continua, capace di
produrre fatti concreti che consentano alla gente della Calabria di tornare a
sperare”. L’Unione
se la sente di fare di questa battaglia il centro della sua lotta politica? “Si,
consideriamo che una battaglia per la legalità ed il Mezzogiorno sia una
priorità della nostra agenda politica e di quella del Paese”. Il
discorso di Prodi: forse la gente sperava in qualcosa di più concreto… “No,
non sono d’accordo con Lei. Mi pare che Romano Prodi ha detto in modo molto
chiaro che noi consideriamo la battaglia per lo sviluppo e la legalità della
Calabria un’assoluta priorità. Oggi e domani e se, come noi ci auguriamo,
governeremo questo paese considereremo lo sviluppo del Mezzogiorno e della
Calabria una assoluta priorità della nostra azione di governo. Siamo venuti qui
per dirlo e ci batteremo per farlo”. Ci
possiamo aspettare un’azione concreta e reale anche contro quella parte della
politica che è collusa? Perché non si tratta di combattere solo contro la
mafia, ma anche contro quella fetta del potere che la spalleggia… “Certo,
una lotta a tutto campo contro l’illegalità, chiunque ne sia responsabile per
liberare la Calabria da ogni forma di schiavitù, di oppressione e per garantire
che qui ci siano per ogni cittadino e per ogni famiglia quelle certezze di vita
di lavoro di reddito che sono necessarie per guardare con serenità alla vita
propria e dei propri figli”.
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