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Come ci aveva anticipato Eugenio Coccia, fisico di fama mondiale e direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (Il Tribuno n. 22, ndr), l’11 Settembre è stato ‘sparato’ dal Cern di Ginevra il primo fascio di neutrini, nell’ambito dell’esperimento CNGS. Le particelle, dopo un percorso di oltre settecento chilometri compiuto in meno di 0,003 secondi, sono arrivate nel prestigioso laboratorio italiano, il più grande laboratorio sotterraneo del mondo dedicato alla fisica e all’astrofisica delle particelle elementari. Qui dall’analisi del fascio si potrà dare risposta ad alcuni importanti interrogativi che coinvolgono la struttura ed il destino dell’universo. «Il progetto è molto importante - ci ha detto il direttore dei laboratori nell’intervista - e si chiama Cern Neutrinos to Gran Sasso. Vede per la prima volta dei neutrini viaggiare sotto terra dal Cern al Gran Sasso. Sono neutrini di tipo µ ed avremo il primo esperimento al mondo che deve osservare l’apparizione del neutrino del tipo tau che non c’era all’inizio. Dovrà confermare il fenomeno dell’oscillazione che non è stato mai visto tra questi due tipi di particelle confermando che effettivamente i neutrini sono tre e che oscillano. E’ una pietra miliare nella storia del neutrino, le cui caratteristiche possono, quindi, determinare il fato ultimo dell’universo. Ma il loro studio è importante anche per tanti altri motivi, ad esempio per capire l’asimmetria tra materia ed antimateria». La comunità dei fisici, ma non solo, è in grande attesa.
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