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Anno IV - N° 30 - marzo 2007
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Politica
Intitolato a Franco Fortugno il Pronto Soccorso dell'Ospedale
Prodi a Locri, ma sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nella sanità nessuna risposta concreta
di Antonio Aprile
Di tutto quello che è stato detto e fatto in occasione della visita del Presidente del Consiglio Romano Prodi a Locri, durante la quale ha intitolato il Pronto Soccorso dell’ospedale a Franco Fortugno, due soli elementi rimangono. Almeno per i giornali che, come noi, non hanno voglia di fare retorica ma cercano di mantenere un senso critico e propositivo. La prima è il senso di desolazione ed abbandono che abbiamo avvertito nella cittadina calabrese prima e non appena finita la cerimonia, quando tutte le autorità in fretta e furia sono andate via. La seconda è l’espressione un pò sgomenta del Professore di fronte alla domanda di un cronista, che chiedeva sul futuro dell’Ospedale di Locri e di una sanità come quella locrese sempre più controllata e gestita dalla ‘ndrangheta e da certa politica che non fa il proprio dovere. Di fronte a questi quesiti, ci saremmo aspettati una serie di argomentazioni, di rassicurazioni, a dimostrazione di tutta l’attenzione del governo sul problema. Invece Prodi ha detto semplicemente «Non ho elementi per rispondere a questa domanda». Ci sembra una risposta estremamente deludente. Una risposta che speriamo non sia veramente rappresentativa dell’impegno di un governo che nella sua massima carica non può dichiarare di non essere neanche a conoscenza della situazione. E ci chiediamo in concreto quale sia il ruolo che l’Onorevole Laganà, moglie di Fortugno, “mandata in Parlamento”per rappresentare le istanze ed il bisogno di legalità della locride sta svolgendo. Un ruolo che non deve essere quello, passivo, di un simbolo di un impegno contro la mafia che questo governo, comunque da poco insediato, deve dimostrare, dopo le delusioni del precedente esecutivo nazionale. Con grande rispetto e tutta la solidarietà umanamente possibile, questo ruolo avrebbe potuto svolgerlo da semplice cittadina. Andare in Parlamento a rappresentare le gente non è, invece, un fatto banale. Quindi il ruolo che ci aspettiamo è, invece, quello attivo proprio di una persona che ha vissuto e conosce la realtà della sua terra e della sanità locrese, di quell’ospedale che sembra una zona franca per la giustizia (oltre che, spesso, per la medicina...). Il ruolo di una persona che potrebbe conoscere molte cose e quindi, quantomeno, fornire elementi importanti. Nella sua venuta a Locri di un anno fa, Prodi sembrava essere ben cosciente del problema ‘ndrangheta in Calabria. Promise impegno e tentò di allontanare ogni sospetto di possibile venuta ai patti con il potere mafioso da parte di certa politica collusa. Oggi, invece, le infiltrazioni sono aumentate e assistiamo ad una evoluzione della criminalità politica rispetto alla vecchia, semplice, contiguità, tra mafia e politica, che restavano, comunque, entità separate. Oggi rappresentano una sorta di unico interesse che riduce sempre più gli spazi della politica vera. Ci aspettiamo molto di più da questo governo.

Lungomare di Locri
 
 

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