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Anno IV - N° 30 - marzo 2007
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Intervista a Luigi Luca Cavalli-Sforza
a cura di
Ci sono degli studi che accreditano questa tesi
Le donne hanno un QI più alto?

di Gianfranco Cordì
"L'uomo: animale genetico o culturale?" è il titolo della Lezione Magistrale che Luigi Luca Cavalli Sforza ha tenuto a Modena al Festivalfilosofia. Cavalli- Sforza mi parla subito dell'argomento citandomi un suo volume:« “L'evoluzione della cultura” si chiama questo mio libro e l'evoluzione biologica e culturale è il mio lavoro. Lavoro che comincia non lontano da qui, a Parma, 50 anni fa. Devo al mio studente e poi caro amico Antonio Moroni il mio interesse per gli studi sulla consanguineità e devo molto (in termini di interessi di ricerca) anche ad un altro mio studente: Danilo Mainardi. Riguardo al tema di questa mia Lezione, l'uomo è entrambe le cose. Sorge subito un problema: quand'è che l'uomo è un animale genetico e quand'è che è un animale culturale? Di solito è ambedue. Noi possediamo una misura quantitativa, il QI (Quoziente Intellettivo). Ma c'è un problema molto vasto a questo proposito: quale è la funzione genetica e quale quella culturale del QI? Io ho scritto un libro ancora inedito in Italia che si chiama "Storia del quoziente intellettivo" e lì do una risposta a tale domanda. La mia risposta è: circa 1/3 delle variazioni sono di origine genetica, un altro terzo è di origine culturale (famiglia di provenienza e società) ed il restante terzo è composto degli accidenti che avvengono nella vita delle persone. Il QI cambia molto nel tempo. E cambia con il sesso. Le donne hanno un QI più alto di quello degli uomini. Ed inoltre il QI cambia con l'educazione che riceviamo».
Io ricordo la definizione data da Douglas Hofstadter per l'Intelligenza: la capacità di individuare strutture. Secondo lei questa è una buona definizione?
«Quella di Hofstadter è un ottima definizione. Ma, vede, uno dei problemi che abbiamo noi uomini è che possediamo, si, il vantaggio di avere un linguaggio ma ne possediamo anche la (sua) ambiguità. Molte volte non ci capiamo. E questo accade perché una singola parola ha molti significati diversi. Comunque lo ripeto: quella che Lei ha citato è una buonissima definizione».
Prof. Cavalli-Sforza, la doppia elica del DNA è la scoperta scientifica più importante del Secolo Scorso?
«E' la più importante scoperta biologica del secolo scorso. Ed è una scoperta scientifica comunque di pari livello a quella della relatività fatta da Albert Einstein».
Mi potrebbe parlare dei suoi studi?
«La correlazione più forte che ho potuto trovare nella mia esistenza di biologo è stata quella fra genetica e geografia. Un individuo, ad esempio, tende sempre a sposarsi nelle sue immediate vicinanze. Le dico anche a che distanza: 10-15 Km in media. Anche a New York spesso ci si sposa a 3 o 4 isolati dalla propria abitazione. Poi, certo, ci sono le razze. Ma, vede, io credo che le razze col tempo tenderanno a diventare meno importanti. E lo stesso destino toccherà alle differenze genetiche. Ma ci vorrà comunque molto tempo. Le razze sono le stesse di quelle che Darwin ha chiarito nei suoi libri. Cioè, variano in modo molto continuo e fra di esse non esistono quasi mai dei confini precisi. C'è naturalmente un problema. Al tempo di Darwin il numero delle razze variava da 2 a 63. Per cui quello di razza è un concetto che ci serve davvero a poco. Per questo motivo a me sta parecchio antipatico! E poi comportano troppe emozioni, quasi tutte sbagliate… E poi c'è il linguaggio. Quella fu una storia che tirai fuori io. In realtà in maniera un po' casuale. Mi riferisco alla correlazione geni-lingue. Questa correlazione, ho stabilito, non è conseguenza del fatto che una persona è predeterminata a parlare una lingua X (dai suoi geni). La realtà invece è che una persona (in possesso di determinati geni) impara una lingua dai genitori, che hanno proprio quei geni lì! Durante le ricerche condotte coi miei collaboratori, noi non scegliemmo mai popolazioni indigene. Abbiamo riscontrato alcune permanenze straordinarie di lingue, la qual cosa ci avrebbe detto che esistono delle culture altamente stabili. Soltanto per fare un esempio: quando ho visitato i paesi Baschi io sono rimasto sorpreso dell'estrema coesione sociale di quei posti. Quella coesione sociale veniva data da tutti quelli che non volevano cambiare! I montanari sono sempre i più stabili… Lei mi ha chiesto sul mio lavoro, beh, La vuole sapere una cosa? Un giorno un mio amico mi disse che Darwin aveva già detto tutto quello che io avevo scoperto sulla somiglianza delle lingue. E precisamente nella seconda edizione (nella prima non c'era) dell' "Origine della specie". Al capitolo 14 Darwin dice: "Se l'uomo conoscesse l'albero evolutivo delle sue evoluzioni conoscerebbe anche quello delle lingue". Che genio! E' stato proprio quello che abbiamo fatto noi; io e gli altri ricercatori con i quali ho lavorato…».  
 

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