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Anno IV - N° 30 - marzo 2007
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Le nostre interviste A Locri nell'anniversario dell'assassinio di Franco Fortugno Letizia De Torre, Sottosegretario alla Pubblica Istruzione di Antonio Aprile
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Prima di tutto volevo chiederle che significato ha oggi la presenza di ministro e sottosegretario alla pubblica istruzione?
«La scuola è sicuramente un punto da cui ripartire, quindi anche la locride, però almeno il motivo per io sono qui è quello di essere accanto a questi ragazzi che sono già ripartiti; non è che noi siamo venuti per far ripartire la scuola, loro sono già ripartiti quindi noi vogliamo essere accanto a loro. Ovviamente non solo oggi, non solo in una manifestazione, ma qui bisogna dare continuità e solidità a questo lavoro comune».
Questo è uno dei problemi, l’assenza di continuità dell’azione del governo, cosa ci possiamo aspettare dall’esecutivo di cui lei fa parte, in questo senso?
«Mi rendo conto della sua critica e l’ho detto per questo motivo. Più che parlare, qui bisogna fare, questo certamente. Non mi piace promettere, vorrei tornare passo dopo passo ed essere coerente con quello che diciamo qui. Quindi voi giudicateci da quello che succederà, più che dalle promesse».
L’impressione è che qui, manifestazione dopo manifestazione le cose non cambiano…
«Si, però io credo che qui c’è una marcia in più perché sono partiti i ragazzi, accanto ai genitori, ai parenti di chi è stato ammazzato. Anche oggi un ragazzo diceva: “vogliamo noi creare in ogni scuola un gruppo antimafia, un gruppo di ragazzi per sensibilizzare”. Non è qui che qui i ragazzi dicono “Stato vieni a fai”, cambierebbe poco se non fossero qui i ragazzi stessi che si sono messi a fare, e noi siamo a fianco a loro. Essere a fianco vuol dire fare bene anche la scuola, non permettere che la scuola per motivi altri non sia seria, non sia competente, ma invece puntare su una competenza di una scuola che faccia crescere i cittadini; e questa, più che una promessa, spero sia un lavoro di ogni giorno per tutta la scuola italiana. Credo che anche questo sia un modo con cui possiamo aiutare Locri»
Bè il tema della scuola è importante anche perché veniamo da una impostazione manageriale che prescinde dai contenuti. Bisogna recuperare il ruolo della scuola come formazione dell’individuo?
«Si, bisogna formare dei ragazzi come persone in tutti i loro aspetti, sicuramente; ma bisogna anche creare anche una scuola che sia inserita dentro la comunità, che sia un centro di cultura e che è legata alla comunità, che sente come cosa propria; questa è una meta. C’è tanto lavoro da fare, però il senso di quello che vogliamo fare è questo».
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