
Un altro detective si aggiunge al lungo elenco di investigatori di libri, è Vicktor Legris, il libraio protagonista del romanzo di Claude Izner, pseudonimo delle sorelle Lilian Korb e Laurence Lefevre Bouquinistes a Parigi e autrici a quattro mani di diversi romanzi, con “Il mistero di Rue des Saints Pères”, vincitore del premio Michel Lebrun, le scrittrici si sono cimentate in un mystery classico. Ambientato nella Parigi di fine Ottocento e precisamente nel 1889, anno dell’inaugurazione della Tour Eiffel e della quarta Esposizione universale “voluta per celebrare in stile faraonico il centenario della rivoluzione”, il romanzo si apre col fermento ed il movimento provocati dai due importanti eventi. La folla si assiepa ai piedi della Tour e si mette in fila per salire sul gigante di ferro per firmare il libro d’oro delle presenze. Anche Eugenie Patinot, vedova, in visita alla Tour coi nipotini ha appena lasciato la sua firma sullo storico libro, pochi istanti dopo sente una leggera puntura alla nuca e subito dopo muore. La notizia della morte improvvisa balza sulle pagine dei principali quotidiani parigini. Il neonato giornale “Passe-partout”, il cui comitato di redazione ed il direttore si trovano sulla torre al momento del decesso, batte gli altri sul tempo ed esce in edizione straordinaria con particolari ed impressioni colti tra i presenti. Anche Vicktor Legris, proprietario col socio cinese Kenji Mori della libreria di testi rari “Elzevir” al numero diciotto di rue des Saints Pères, è presente al momento della morte della donna. Invitato dal direttore del “Passe-partout” per partecipare ad una riunione organizzativa in vista del suo ingresso come collaboratore del nuovo giornale, Vicktor rimane colpito dall’evento che cambierà la sua vita. I parigini si appassionano al caso di quella morte accidentale o programmata e le notizie e le ipotesi sul decesso si susseguono. E’ stata la puntura di un insetto dal pungiglione avvelenato ad uccidere l’innocua Eugenie o si è trattato di omicidio? Nelle redazioni dei giornali non si parla d’altro ed il “Passepartout” riesce a pubblicare in anteprima e con i disegni della brava caricaturista Tasha anche la notizia di un secondo decesso avvenuto con le stesse modalità. Anche tra i padiglioni dell’Esposizione si nasconde l’insetto assassino o il serial killer che uccide un famoso scienziato americano. Le morti si susseguono e Victor si appassiona al caso e si allontana sempre più spesso dalla sua tranquilla libreria dove “dietro le vetrine, incastonati su scaffali verde bronzo, tra volumi con rilegature antiche, erano allineati romanzi di Maupassant, Huysmans, Bourget e Verne” per raggiungere il giornale e incontrare l’affascinante Tasha. “L’effervescenza che regnava al Passe-partout gli ricordò per certi versi una sala operatoria” e proprio da lì Vicktor comincia le sue indagini. Investiga sulle morti e da detective dilettante cerca indizi soffermandosi anche sui particolari più insignificanti. Quale oggetto poteva provocare una puntura simile a quella di un insetto? E quale sostanza poteva uccidere in pochi secondi? Vicktor frequenta sempre più spesso la bella Tasha e ben presto se ne innamora. Sopralluoghi, pedinamenti, aggressioni e una corte serrata alla bella e misteriosa Tasha si caratterizzano le giornate di Vicktor completamente assorbito dalle indagini. Vicktor è un detective tormentato dai dubbi provocati da un sospetto che diventa sempre più una certezza. Le sue supposizioni ed i suoi sospetti sono spesso offuscate dai sentimenti, sospetta di persone a lui care e inizialmente investiga per scagionare i probabili colpevoli. Ormai calato nei panni di detective professionista riesce ad andare oltre l’apparenza ed a scoprire la verità.
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